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Licenziamento per ragioni economiche

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Perché il datore di lavoro possa licenziare per motivazioni economiche è necessario che sussistano entrambi i seguenti presupposti:

  • ragioni oggettive di riorganizzazione aziendale (c.d. giustificato motivo oggettivo)
  • impossibilità di ricollocare il dipendente in altre mansioni (c.d. obbligo di ripescaggio)

In altre parole, perché sia possibile procedere al licenziamento non è sufficiente che il datore di lavoro decida d riorganizzare la produzione aziendale e che ciò comporti una riduzione del personale, essendo altresì necessario che la figura professionale licenziata non sia più utile all'interno dell'azienda.

Laddove il lavoratore contesti ed impugni il licenziamento, incomberà sul datore di lavoro l'onere di dimostrare la situazione di crisi aziendale, la necessità di ridurre il personale e l'impossibilità di ricollocare il dipendente in altre mansioni.

La riforma Fornero ha profondamente modificato le sanzioni per il licenziameno per motivazione economica irrogato illegittimamente. Nel caso di aziende con più di 15 dipendenti, se il Giudice ritiene fondata la contestazione ed accerta che non sussitevano i motivi previsti dalla legge per procedere al licenziamento, riconoscerà al lavoratore una somma di denaro a titolo di indennità che potrà variare da un minimo di 12 ad un massimo di 24 mensilità, senza obbligo di reintegro. Diversamente, se le ragioni alla base del licenziamento risultino manifestamente illegittime ed inforndate, il Giudice potrà ordinare al datore di lavoro di riprendere il lavoratore alle proprie dipendenze. Nel caso di aziende con meno di 15 dipendenti, l'indennità sarà contenuta tra un minimo di 2,5 e 14 mensilità.