Furto nel supermercato
NascondiCome deve essere qualificata la condotta di furto in supermercato avvenuto sotto il controllo del personale di sicurezza, nei casi in cui il soggetto attivo venga fermato con la refurtiva dopo il superamento delle casse?
La questione, ormai da alcuni anni, è al centro di un vivace dibattito giurisprudenziale. Secondo una prima tesi, tale condotta deve essere qualificata come furto consumato, dal momento che il responsabile viene fermato solo dopo il superamento della barriera delle casse, a nulla rilevando il costante controllo esercitato dal personale addetto alla vigilanza; secondo un diverso orientamento, invece, la condotta in esame integrerebbe gli estremi del furto “solo” tentato, poiché il delitto sarebbe da considerarsi consumato solo nel momento in cui il responsabile si impossessa effettivamente del bene, e tale possesso potrebbe realizzarsi solo qualora la persona offesa abbia perso il controllo diretto della merce asportata.
Sul punto sono intervenute le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, che hanno preso posizione a favore della tesi della qualificazione giuridica della condotta in esame nei termini di furto tentato.
I Giudici della Suprema Corte hanno ritenuto che l’impossessamento della refurtiva da parte del soggetto attivo del delitto di furto debba essere inteso come piena, autonoma ed effettiva disponibilità della refurtiva stessa da parte dell’agente.
Il monitoraggio dell’azione furtiva esercitato dai dipendenti addetti alla sorveglianza o delle forze dell’ordine presenti nel supermercato, o tramite appositi apparati di rilevazione automatica del movimento della merce, e il conseguente intervento difensivo attuato nell’immediatezza del superamento della barriera delle casse, invece, integrano gli estremi della tutela della detenzione, impedendo la consumazione del delitto di furto. La condotta, pertanto, deve essere qualificata come tentativo, in quanto l’agente non ha conseguito, neppure momentaneamente, l’autonoma ed effettiva disponibilità della refurtiva, non ancora uscita dalla sfera di vigilanza e di controllo diretto del soggetto passivo.
Si veda in tal senso: Corte di Cassazione penale, Sezioni Unite, 16.12.2014, n. 52117
