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Divorzio breve: è legge!

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Il divorzio breve è legge!

Dopo anni di tentativi naufragati e di disegni di legge sbiaditi e accantonati, dal 22 aprile 2015 la legge sul divorzio breve è finalmente entrata in vigore.

La Camera ha approvato la legge che riforma la Fortuna-Baslini, accorciando i tempi e lo ha fatto con un consenso a larghissima maggioranza: 398 sì, contro 28 no e 6 astenuti. 

La riforma consta di soli 3 articoli, che tuttavia bastano a rivoluzionare l’iter per ottenere lo scioglimento del vincolo coniugale. Se fino a pochi giorni fa le coppie separate dovevano aspettare tre lunghi anni di separazione ininterrotta per poter presentare domanda di divorzio, ora saranno sufficienti 12 mesi – in caso di separazione giudiziale – e addirittura 6 mesi - se separati consensualmente.

La norma si applica da subito ed altresì ai procedimenti in corso, come recita il terzo articolo della legge.

Con o senza figli.

Fino a oggi lo scioglimento (del matrimonio civile) o la cessazione degli effetti civili del matrimonio (concordatario) non potevano essere chiesti da uno dei coniugi prima che fossero trascorsi tre anni di separazione.

Un intervallo di tempo, per alcuni lunghissimo ed inutile, per altri opportuni per eventuali ripensamenti.

Non è un caso che i tempi brevi siano stati ostacolati da alcune parti politiche per il timore di scarsa tutela per i figli e di minaccia alla solidità della famiglia. «L’approvazione del divorzio breve - secondo la senatrice Anna Finocchiaro, presidente della commissione Affari Costituzionali - è un altro passo importante per rendere l’Italia più europea, più giusta e più moderna. Tempi lunghi significavano più conflittualità all’interno delle famiglie con ripercussioni sui minori». 

Un altro punto importante della nuova legge riguarda lo scioglimento della comunione.

Quando il giudice autorizza i coniugi a vivere separati o sottoscrive la separazione consensuale, si scioglie automaticamente la comunione dei beni. Prima, occorreva il passaggio in giudicato della sentenza di separazione.

Dopo l’introduzione del divorzio “facile” a novembre 2014 – che riconosce la possibilità di divorziare davanti al Sindaco, ma che non toccava il termine di 36 mesi di separazione – con il divorzio “breve” siamo di fronte a un cambiamento storico che si inserisce in un percorso più ampio di riforma ed aggiornamento del diritto di famiglia alle esigenze della realtà sociale.